L'Attività

chirurgia mini invasiva

Il prof. dr. De Sanctis è specialista in chirurgia ortopedica dell'età evolutiva. Nel corso degli anni si è occupato in particolar mondo di:

- patologia dell'anca infantile (displasia, Perthes, epifisiolisi, agenesia gamba, coxa vara e valga)

- patologia del ginocchio (valgismo, varismo recurvato, osteocondrite, patologia rotulea congenita ed acquisita)

- patologia del piede (piatto, valgo, cavo, torto).

Il prof. dr. De Sanctis si è occupato anche di studio e trattamento di malattie congenite come la osteopsartrosi, la displasia fibrosa etc... ottenendo buoni risultati pubblicati su riviste italiane e straniere.

I dati sono stati oggetto di confronto scientifico con altre cento presentazioni congressuali in Italia e all'estero.

 

PIEDE PIATTO

SINTOMI

Il piede piatto è una malformazione caratterizzata dall'abbassamento della volta longitudinale (o arco plantare) e dalla valgo-pronazione del calcagno. Ciò provoca una marcata rotazione interna del piede sotto carico (ultrapronazione) ed un aumento della superficie d'appoggio. L'alterata distribuzione del peso che ne consegue predispone allo sviluppo di fenomeni degenerativi e dolorosi.

Il piede piatto può essere strutturato (di origine congenita) o adattativo (secondario a difetti posturali e ad altre patologie). Possono predisporre al disturbo: i traumi e le fratture al piede o alla caviglia, le patologie neurologiche (come la spina bifida), l'artrite reumatoide e le miopatie. Tra i fattori che aumentano il rischio rientrano anche obesità e sovrappeso, abitudini posturali errate, calzature inadeguate e prolungati periodi di inattività degli arti inferiori.

 

PIEDE TORTO

DEFINIZIONE

deformità vertebrali

Il piede torto è una delle più comuni malformazioni congenite delle ossa e delle articolazioni dei neonati (1 su mille nati) che colpisce i maschietti più delle femminucce. Alla nascita, in pratica, uno o entrambi i piedini appaiono ruotati verso l’interno.

 

Ancora non sono ben note le cause, ma si ritiene che giochino un ruolo di primo piano alterazioni genetiche che si sviluppano durante la 12-16esima settimana di gravidanza.

 

Se il problema non emerge con le ecografie prenatali, la diagnosi viene fatta subito dopo il parto. E la tempestività dell’intervento è fondamentale: se non curata o trattata adeguatamente, infatti, questa malattia può causare gravi disabilità fisiche e disagi psicologici.

GINOCCHIO VALGO

DEFINIZIONE

Il ginocchio  valgo è una deformità dell' arto inferiore  che porta la gamba ad assumere una caratteristica posizione ad X.

Gli assi longitudinali del femore  e della tibia  deviano, quindi, verso l'interno, portando le ginocchia ad avvicinarsi l'una all'altra, formando un angolo ottuso aperto lateralmente.

Il ginocchio valgo si riscontra soprattutto durante l'infanzia e, nella maggioranza dei casi, si risolve spontaneamente entro i 7-9 anni di età . La tendenza ad avere le gambe ad X è in parte costituzionale o familiare (se anche un genitore ne è affetto). Tuttavia, se il fenomeno è importante, alla base potrebbe esistere qualche problema specifico.

Tra i fattori che possono essere implicati nel valgismo del ginocchio rientrano, in particolare, le malattie metaboliche ed ossee (come il rachitismo  e la displasia scheletrica), il sovrappeso , le infezioni ed i precedenti traumi che hanno conferito una crescita asimmetrica di femore e/o tibia.


DISPLASIA DELL'ANCA

DEFINIZIONE

La displasia dell'anca è una deformità articolare che ha inizio durante la vita intrauterina del bambino, ma continua a evolvere durante i primi anni di vita. Questa scoperta ha fatto abbandonare la vecchia definizione di "displasia congenita dell'anca" in favore di quella più corretta di "displasia evolutiva dell'anca".

Il carattere distintivo di un'anca displasica alla nascita è l'instabilità, ovvero l'eccessiva lassità dell'articolazione che permette alla testa femorale di uscire e rientrare nella cavità acetabolare sotto l'azione di forze esterne (ad es. quelle esercitate da un ortopedico pediatrico nella visita del neonato). Se l'instabilità sfugge alla diagnosi e non viene trattata, con il passare dei mesi la testa femorale, sottoposta all'azione dei muscoli e poi del peso corporeo, perde gradualmente i rapporti con la sua sede naturale (il cotile) e risale verso l'alto, configurando una lussazione permanente dell'anca

EPIFISIOLISI

DEFINIZIONE

Con questo termine si descrive la lesione della cartilagine di coniugazione della epifisi femorale con distacco della epifisi dalla metafisi. Quindi, a differenza del morbo di Perthes, nella epifisiolisi la malattia interessa non l’epifisi, ma la cartilagine di coniugazione. Quest’ultima è deputata alla apposizione ossea durante l’accrescimento e si fonde solo al termine di esso. Quando interviene la epifisiolisi il nucleo cefalico femorale inizia a spostarsi in basso e posteriormente rispetto al collo femorale.

SINTOMI DELL’EPIFISIOLISI

La epifisiolisi può avere fondamentalmente tre tipi di andamento clinico: acuto, cronico e acuto su cronico. Il paziente con epifisiolisi acuta racconta un trauma, spesso in rotazione dell’anca, seguito da dolore inguinale acuto ed impotenza funzionale. Il tipico paziente con epifisiolisi cronica è invece un adolescente in sovrappeso, con una storia più o meno lunga di dolori in regione inguinale e sulla faccia mediale della coscia. Il paziente spesso deambula con l’arto in rotazione esterna e con una modesta zoppia. All’esame clinico appare subito una diminuzione della rotazione interna dell’anca affetta. Infine, il paziente con episodio acuto su epifisiolisi cronica è quello che riferisce una sintomatologia tipica dell’andamento cronico e nel quale però interviene, spesso a causa di un trauma, un peggioramento improvviso della sintomatologia dovuto allo scivolamento acuto della epifisi femorale.

Purtroppo non è infrequente una diagnosi tardiva della epifisiolisi e questo a causa dell’andamento subdolo dei sintomi e della frequente irradiazione del dolore lungo l’innervazione del nervo otturatorio che mima una patologia del ginocchio più che dell’anca stessa.

MORBO DI PERTHES

DEFINIZIONE E CAUSE

traumatologia

Il morbo di Perthes, detto anche morbo di Calvé-Legg-Perthes, è una malattia tipica dei bambini, che colpisce l'articolazione dell'anca, in particolare la testa del femore.

La causa della malattia risiede nel ridotto afflusso di sangue alla parte superiore del femore (per l'appunto chiamata testa), la quale va incontro, prima, ad osteonecrosi e, successivamente, a frattura.
I sintomi del morbo di Perthes consistono in zoppia evidente, dolore all'anca e limitata mobilità articolare.
Per una diagnosi corretta, sono d'aiuto l'esame obiettivo e i test strumentali, come per esempio i raggi X o la scintigrafia ossea.
La terapia dipende dall'età dei pazienti e dalla gravità della malattia. Nella maggior parte dei casi, i medici ricorrono a trattamenti conservativi, mentre il ricorso alla chirurgia avviene solo in determinate circostanze.

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